In data 6 febbraio 2026, la Commissione europea ha presentato il ventesimo pacchetto di misure restrittive nei confronti della Federazione russa, successivamente oggetto di intesa politica tra gli Stati membri nel mese di aprile. Il nuovo intervento si concentra su tre direttrici principali: energia, settore finanziario e contrasto all’elusione. Secondo le più recenti ricostruzioni di stampa, l’intesa politica sul pacchetto è stata raggiunta in questi giorni dagli Stati membri. La pubblicazione ufficiale dei relativi atti è attesa a breve.
Sul piano energetico, il pacchetto mira a ridurre ulteriormente i ricavi russi derivanti dagli idrocarburi, estendendo i divieti ai servizi marittimi collegati al petrolio russo e rafforzando le restrizioni nei confronti della cosiddetta shadow fleet, nonché di specifici operatori attivi nella logistica energetica.
Sul versante finanziario, sono previste nuove misure nei confronti di ulteriori banche regionali russe, oltre a restrizioni rivolte ai canali alternativi di pagamento, compresi i servizi legati ai cripto-asset, con l’obiettivo di limitare ulteriormente le possibilità di aggiramento delle sanzioni.
In ambito commerciale, il pacchetto amplia sia i divieti all’esportazione verso la Russia, sia quelli all’importazione nell’Unione, includendo beni industriali, prodotti chimici, metalli, minerali critici e ulteriori tecnologie suscettibili di impiego militare o dual use.
Particolare rilievo assume anche il rafforzamento delle misure anti-elusione. La Commissione ha infatti previsto l’utilizzo di nuovi strumenti per limitare l’esportazione di determinate tecnologie verso Paesi terzi considerati a rischio di riesportazione in Russia.
Infine, il pacchetto introduce ulteriori tutele per le imprese europee, con misure dirette a contrastare violazioni dei diritti di proprietà intellettuale e iniziative ritorsive adottate in territorio russo.
Nel complesso, il XX pacchetto conferma l’orientamento dell’Unione europea verso un progressivo irrigidimento del quadro sanzionatorio, con particolare attenzione ai settori più sensibili e ai meccanismi di aggiramento. Per gli operatori economici, ciò impone un monitoraggio ancora più attento di controparti, flussi commerciali e destinazioni finali.
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