In data 4 febbraio 2026 la Commissione europea ha pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Regolamento di esecuzione (UE) 2026/244, istituendo dazi antidumping definitivi sulle importazioni di cilindri in acciaio senza saldatura ad alta pressione (High-Pressure Seamless Steel Cylinders) originari della Repubblica Popolare Cinese, a seguito di un’inchiesta formale che ha accertato la pratica di dumping e il conseguente pregiudizio per l’industria siderurgica dell’Unione.
Il provvedimento riguarda, in particolare, le bombole senza saldatura ad alta pressione per gas compressi o liquefatti, di acciaio, di qualsiasi diametro e capacità volumetrica, filettate o meno e indipendentemente da rivestimento, finitura o configurazione, anche munite di accessori o assemblate in pacchi.
Le merci interessate risultano attualmente classificate ai codici NC ex 7311 00 11, ex 7311 00 13, ex 7311 00 19, ex 7311 00 30, ex 8424 10 00, ex 8424 90 80 ed ex 8479 90 70, con i corrispondenti codici TARIC 7311 00 11 15, 7311 00 11 80, 7311 00 13 15, 7311 00 13 80, 7311 00 19 15, 7311 00 19 80, 7311 00 30 15, 7311 00 30 80, 8424 10 00 11, 8424 10 00 21, 8424 90 80 60 e 8479 90 70 60, se originarie della Repubblica Popolare Cinese.
Le misure, che coprono cilindri per gas compressi o liquefatti di ogni diametro e capacità destinati allo stoccaggio e trasporto sotto pressione, prevedono aliquote definitive di dazio composte tra 57,7% e 90,3%, variabile a seconda del produttore cinese. Secondo la Commissione, l’imposizione dei dazi è necessaria per ristabilire condizioni di concorrenza eque tra i produttori europei e quelli cinesi.
La produzione dell’Unione in questo comparto è distribuita in diversi Stati membri, tra cui Austria, Repubblica Ceca, Finlandia, Francia, Germania e Italia, e l’impatto dell’import a prezzi artificialmente bassi sui produttori locali era considerato significativo in termini di quote di mercato e redditività.
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