A integrazione del precedente articolo e del quadro introdotto dal Regolamento (UE) 2026/1455, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha fornito alcune prime indicazioni operative sulla prova dell’origine delle merci statunitensi.
In attesa di un documento di orientamento della Commissione europea, ADM precisa che non è previsto uno specifico certificato di origine rilasciato dalle autorità USA. Resta quindi valido il principio della libera prova: è l’importatore a dover disporre di documentazione idonea a dimostrare l’origine non preferenziale delle merci.
Pur non essendo obbligatorio, ADM ritiene utile acquisire un certificato di origine non preferenziale rilasciato dalle autorità statunitensi, insieme alla prova del trasporto diretto dagli Stati Uniti all’Unione Europea. Se la merce transita da Paesi terzi, occorre invece dimostrare che sia rimasta sotto vigilanza doganale o che non abbia subito manipolazioni diverse da quelle necessarie alla conservazione, all’etichettatura o alla sigillatura.
Per le imprese importatrici, il punto chiave è quindi documentare in modo coerente origine e percorso logistico della merce, così da poter accedere al trattamento tariffario previsto dal nuovo quadro UE-USA.
Lo Studio rimane a disposizione per approfondimenti in materia.