In data 1° giugno 2026, la Casa Bianca ha pubblicato una nuova Proclamation volta a modificare i regimi tariffari applicabili alle importazioni negli Stati Uniti di prodotti in alluminio, acciaio e rame, nonché di determinati prodotti derivati. Il provvedimento si inserisce nel quadro delle misure adottate ai sensi della Section 232, strumento utilizzato dall’Amministrazione statunitense per introdurre restrizioni o dazi supplementari nei casi in cui determinate importazioni siano considerate rilevanti per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti.
La nuova Proclamation non introduce un dazio uniforme per tutti i prodotti interessati, ma interviene in modo selettivo su categorie specifiche di merci, modificando aliquote, perimetri applicativi e condizioni di accesso a trattamenti tariffari ridotti.
Con il precedente intervento del 2 aprile 2026, l’Amministrazione statunitense aveva già rafforzato il sistema dei dazi applicabili ai prodotti in alluminio, acciaio e rame, prevedendo aliquote fino al 50% per determinati prodotti metallici e al 25% per alcuni prodotti derivati. Era inoltre stata prevista un’aliquota temporaneamente ridotta al 15% per specifiche categorie di beni, tra cui macchinari industriali fissi e apparecchiature elettriche.
Il nuovo provvedimento amplia ora alcune categorie agevolate, includendo, tra gli altri, attrezzature agricole e determinati sistemi e componenti HVAC destinati prevalentemente all’uso residenziale. L’obiettivo dichiarato è quello di tenere conto dell’impatto economico che i dazi sui prodotti derivati possono avere su settori produttivi considerati strategici per l’economia statunitense, quali agricoltura, costruzioni, logistica industriale e manifattura. La Proclamation introduce inoltre una disciplina temporanea specifica per alcune macchine e attrezzature industriali mobili (Annex I-C), con applicazione a partire dall’8 giugno 2026 e fino al 31 dicembre 2027. Per tali prodotti, ove originari di determinati Paesi, tra cui gli Stati membri dell’Unione europea, il meccanismo tariffario prevede che l’aliquota complessiva applicabile raggiunga il 15% qualora il dazio ordinario statunitense sia inferiore a tale soglia.
Un aspetto rilevante del provvedimento riguarda gli allegati alla Proclamation, che individuano in modo puntuale i codici tariffari interessati e le relative aliquote applicabili. In particolare, l’Annex I-A ricomprende i prodotti soggetti a un dazio Section 232 del 50% sul valore intero della merce, inclusi numerosi prodotti siderurgici di base e prodotti derivati. L’Annex I-B individua invece i prodotti assoggettati a un dazio Section 232 del 25% sul valore intero, prevedendo una disciplina specifica per determinate parti rientranti nei capitoli 84, 85 e 87, qualora siano utilizzate esclusivamente per la produzione di macchinari mobili industriali, attrezzature agricole o macchinari fissi inclusi negli allegati agevolati. L’Annex II elenca i prodotti rimossi dal campo di applicazione dei dazi Section 232 su alluminio, acciaio o rame. L’Annex III, infine, contiene l’elenco dei prodotti che beneficiano di una riduzione temporanea, tra cui alcune macchine e parti agricole, componenti HVAC, robot industriali, nastri trasportatori, macchine utensili e altri componenti industriali.
Il provvedimento dispone anche l’inclusione di ulteriori prodotti nel campo di applicazione dei dazi sui derivati di alluminio e acciaio, tra cui lastre litografiche in alluminio e scaffalature o rack in acciaio. Tale scelta viene motivata dall’Amministrazione statunitense con l’esigenza di evitare fenomeni di elusione del regime tariffario e di garantire coerenza nell’applicazione delle misure già introdotte.
Un ulteriore elemento di rilievo riguarda la modifica della soglia necessaria affinché un prodotto possa essere considerato composto “interamente” da alluminio, acciaio o rame statunitense. La soglia, precedentemente fissata al 95%, viene ridotta all’85% del peso del contenuto metallico del prodotto. La modifica assume particolare importanza per le imprese coinvolte in supply chain complesse, nelle quali la tracciabilità del contenuto metallico può incidere direttamente sul trattamento tariffario applicabile.
Per gli operatori europei, e in particolare per le imprese italiane che esportano macchinari, componenti metallici, attrezzature industriali o prodotti contenenti alluminio, acciaio o rame verso il mercato statunitense, il nuovo intervento conferma la necessità di un controllo puntuale della classificazione doganale, della composizione dei beni e dell’eventuale inclusione dei prodotti negli allegati alla Proclamation. Assume inoltre rilievo la gestione contrattuale delle operazioni con clienti statunitensi, soprattutto con riferimento a Incoterms, responsabilità dell’importatore, adeguamento dei prezzi e ripartizione del costo doganale.
Il nuovo provvedimento conferma quindi la crescente complessità del quadro tariffario USA applicabile ai prodotti metallici e ai relativi derivati. Per le imprese esportatrici, diventa fondamentale procedere a una verifica preventiva dei prodotti destinati al mercato statunitense, con particolare attenzione alla classificazione doganale, alla documentazione di origine e alla corretta allocazione del rischio doganale nei rapporti commerciali.
Lo Studio rimane a disposizione per approfondimenti in materia.
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